COMUNICATO STAMPA
Carenza di personale nei Pronto Soccorso e nei reparti di Anestesia e Rianimazione: il sistema regge solo grazie alla dedizione degli operatori sanitari
Roma, 22 giugno 2025 – La tenuta del sistema di emergenza-urgenza in Italia è oggi garantita esclusivamente dal senso di responsabilità e dalla straordinaria dedizione degli operatori sanitari. La SIMEDET – Società Italiana di Medicina Diagnostica e Terapeutica – lancia un allarme chiaro: la cronica carenza di personale nei Pronto Soccorso e nei reparti di Anestesia e Rianimazione ha superato i limiti della sostenibilità.
Turni massacranti, straordinari continui, rinuncia ai riposi: è questa la realtà quotidiana per medici e infermieri che, con grande spirito di servizio, continuano a garantire assistenza ai pazienti nonostante condizioni di lavoro sempre più gravose e dei professionisti sanitari che lavorano nei Servizi collaterali indispensabili all’area di emergenza-urgenza e che subiscono quotdianamente un carico di lavoro superiore alle proprie risorse (Tecnici di Laboratorio e di Radiologia in primis)
Situazione critica nei reparti
- Pronto Soccorso: la carenza di medici d’urgenza e infermieri specializzati rallenta le attività assistenziali, allunga i tempi di attesa e complica la gestione dei casi complessi.
- Anestesia e Rianimazione: la scarsità di anestesisti-rianimatori compromette tanto l’attività chirurgica programmata quanto la risposta alle emergenze e ai pazienti critici.
Le proposte della SIMEDET
Questa emergenza strutturale non può più essere affidata alla sola abnegazione del personale. SIMEDET chiede un intervento urgente e sistemico da parte delle Regioni e del Governo, con misure concrete:
- Assunzioni rapide e stabili di personale sanitario;
- Incentivi economici e professionali per chi lavora nelle aree critiche;
- Riorganizzazione della rete dell’emergenza-urgenza;
- Tutele psico-fisiche per gli operatori;
- Istituzione di una Rete Formativa dell’Emergenza-Urgenza su scala nazionale, in collaborazione con le Università.
Ripensare il ruolo degli ospedali di base
Nel contesto attuale, è indispensabile rivalutare e rafforzare il ruolo degli ospedali di base, spesso depotenziati:
- Garantire posti letto per pazienti a bassa complessità, alleggerendo gli hub ospedalieri;
- Attivare Unità di Trattamento Intermedio (UTI) per pazienti subcritici;
- Coordinare gli ospedali per acuti con gli ospedali di riabilitazione intensiva post-acuzie (codice 56), consentendo una minore permanenza, con precoce trasferimento in riabilitazione, ma allo stesso tempo garantendo una pronta “ripresa in carico” in caso di sopravvenute necessità cliniche.
- Coordinare gli ospedali per acuti con gli ospedali di riabilitazione intensiva post-acuzie, consentendo un più rapido trasferimento in riabilitazione e garantendo una pronta “ripresa in carico” in caso di necessità.
- Integrare gli ospedali periferici nella rete d’emergenza tramite telemedicina, consulenze da remoto e trasporti protetti.
Una rete ospedaliera ben articolata è fondamentale per assicurare equità di accesso alle cure, soprattutto nelle aree interne e montane
Il ruolo cruciale del territorio
Nessun Pronto Soccorso può reggere senza una rete territoriale efficiente e capillare. L’assenza di filtri adeguati fa sì che oltre il 70% degli accessi avvenga in modo autonomo, spesso per problemi non urgenti. Serve un cambio di paradigma:
- Attivazione del Numero Europeo Armonizzato 116117, operativo h24;
- Potenziamento dei Punti di Primo Intervento collegati ai PS con sistemi di telemedicina;
- Ambulatori mobili e aperture serali/weekend;
- Centrale unica di teleconsulto, accessibile anche da app;
- Strumenti digitali (app, reminder, liste d’attesa dinamiche) per ridurre i disservizi;
- Coinvolgimento attivo dei medici di medicina generale nella rete, con accesso ai dati clinici e lavoro in team multidisciplinari.
Stop ai medici “a gettone”: serve stabilità
SIMEDET denuncia con forza il modello dei medici “a gettone”, che mina la continuità e la qualità delle cure. Serve un investimento strutturale per stabilizzare il personale dei Pronto Soccorso e rendere attrattivo il lavoro in emergenza-urgenza.
Il sistema oggi resiste solo grazie al sacrificio quotidiano degli operatori. Ma il tempo è scaduto: servono decisioni strutturali e coraggiose per salvare la sanità pubblica.
Il Consiglio Nazionale SIMEDET



